Radio Modotti - Collegamento con Italia
Giovedì 16 Giugnio ore 19.30
Società Friulana Buenos Aires Navarro 3974, Villa Devoto, CABA

… dell‘Italia io conosco solo Udine...
(Tina Modotti)

Tina Modotti è certamente più famosa all'estero che in Italia. Si è detto scritto, spesso romanzato, sulla sua vita. Pochi però si sono addentrati nei vicoli di Udine cercandone le tracce, gli echi ideologici o carpendone l'essenza nella lingua friulana, dialogando con i suoi principi e attingendo coordinate dalla storia stessa del Friuli. Gianfranco Ellero, friulano, è sicuramente la persona che più l'ha inseguita nel tempo e da cui molti biografi hanno attinto informazioni preziose per le loro opere.
Radio Modotti è un riscatto, nell'anno in cui si commemorano i 120 anni della sua nascita, noi dalla – None – di Buenos Aires abbiamo deciso di renderle omaggio partendo dalla sua Udine, dalle sue radici. Parlare della sua vita passando per la sua città, città che non potè rivedere mai più, per un decreto di Mussolini che le impediva di toccare il suolo italiano. Noi, a modo nostro, la portiamo a casa.

Andrea Crozzoli, nato ad Ancona il 13 gennaio 1952, risiede a Pordenone. Nel 1971 ha conseguito il diploma di scuola media superiore iscrivendosi poi alla Facoltà di Scienze Politiche di Trieste.
Nel 1978 ha fondato, assieme ad altri operatori culturali, l'associazione Cinemazero di cui è stato Presidente nel primo quadriennio (1978-1982) ricoprendo poi il ruolo di direttore che tuttora riveste, e dove si occupa, tra l'altro, della programmazione e delle mostre fotografiche. Nel 1982 ha partecipato alla fondazione ed ideazione de Le giornate del cinema muto (festival dedicato alle origini del cinema) che è diventato in breve tempo uno degli appuntamenti mondiali più prestigiosi nel settore. Dal 1986 è iscritto all'albo nazionale dei giornalisti – settore pubblicisti.
Dal 1990 al 1996 è stato direttore artistico del festival Ambiente-Incontri a Sacile (Pn). La manifestazione, dedicata all'ambiente era presieduta dal regista Franco Piavoli ed ha avuto, nelle varie edizioni, ospiti quali: Lea Massari, Marceline Loridaine Ivens, Jean Rouch, Folco Quilici, Ermanno Olmi e Michelangelo Antonioni. Dal 1990 è socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici.
Ha curato alcune monografie su fotografi di cinema fra cui: Pierluigi – Un fotografo sul set dedicata al grande fotografo di orgine pordenonese le cui foto de La dolce vita e de La ciociara sono universalmente note; Angelo Pennoni – Fotografie di cinema dedicata al fotografo romano che esordì con Vittorio De Sica in Miracolo a Milano. Nel 1998 è stato produttore del documentario Enkidu di Mario Catto e Giovanni De Roia, indagine sullo stato delle mura di Sana ispirato al lavoro di Pasolini. Nel 1999 ha diretto il cortometraggio Il signor Pasolini, testimonianza dell'attrice di Uccellacci e uccellini di Pasolini.
Nel 2003 ha curato 8 1/2 Il viaggio di Fellini – Fotografie di Gideon Bachmann dedicato al capolavoro felliniano con Mario Sesti. Nel 2006 ha prodotto e curato gli extra per il Dvd Pasolini prossimo nostro di Giuseppe Bertolucci. Dalla fondazione è direttore responsabile della rivista mensile di cultura cinematografica Cinemazero/Notizie. E' membro del direttivo ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici) sezione Triveneto. Ha partecipato come giurato alle Giornate degli autori all'interno della Mostra del Cinema di Venezia e al Festival del Cinema di Bolzano. E' dalla fondazione vice presidente della Tucker Film, csa di distribuzione fondata da Cinemazero e Centro esressioni Cinematografiche. Ha tenuto relazioni sul cinema preso l'Università Palermo di Buenos Aires, al Jeu de Paume di Parigi Collabora infine come critico cinematografico a testate giornalistiche (Il Piccolo di Trieste).

María Zorzon nació en el campo en la colonia de Reconquista, Santa Fe, Argentina en 1955. Asistió a una escuela rural y trabajó como campesina, en la cosecha del algodón y como cocinera de una escuela rural hasta los 20 años cuando emigra del campo a la ciudad. En 1984 se trasladó a Buenos Aires, estudió Artes Visuales con Alicia Silman, mientras trabajó diseñando y confeccionando ropa. Entre 1992 y 97 vivió en Louisiana, EE:UU. Donde estudió fotografía e historia del arte en Louisiana State University,(LSU). En 1996 ganó una beca para estudiar en The School for Photographic Studies in Prague, República Checa.
El encuentro con la fotografía la fascinó de inmediato y produjo en ella una enorme transformación. En su trabajo de tesis Naked Portraits, Baton Rouge, 1996, fotografía un mundo muy border de la sociedad identificándose con su historia personal de recién llegada Reconquista, cuando muchas veces vivió sin saber donde iba a pasar la noche. En 1997 regreso a Argentina con el propósito de fotografiar a los campesinos de las colonias del Noreste de Santa Fe, donde creció, creando "Nosotros los gringos". La vida campesina y el ambiente rural, como la historia de las migraciones y la condición femenina son los temas predominante en su obra.
En 2005 vivió en Italia becada por la secretaría de Cultura de la Provincia de Gorizia, a desarrollar su proyecto fotográfico Parenti Lontani que fue publicado en un libro Parenti Lontani/ Parientes Lejanos. Su trabajo fue publicado en medios de Argentina, EE.UU. Alemania, Polonia, Bélgica, España e Italia y participó de las subastas de EMA. Realizó muestras en EE.UU. Mozambique, Brasil, Alemania, Francia, Bélgica, Eslovenia, Italia, y Argentina, en Buenos Aires y en numerosos museos y galerías del interior del país.
Actualmente vive en Buenos Aires, desde donde viaja a Esperanza, Santa Fe e Italia tanto a fotografiar como a enseñar fotografía y a generar actividades. Convirtió su domicilio de La Paternal en casa-estudio, dando talleres y organizando muestras de arte abierta al público. Está casada, su marido es profesor full time en la UBA.
"Fotografío por una necesidad interna de aprender, de conocer y con la intención de comprender el mundo que me rodea. MZ."
www.maríazorzon.com

Stefano Strazzabosco (Vicenza, 1964) ha pubblicato le raccolte poetiche Racconto (1997); Dimmene tante (2003); Blister (2009); 66 (2013); P. Planh per Pier Paolo Pasolini (2014); Estar (2015); TT ZZZZZ. Los cantos de las hormigas (2015); Dimmi (2015).
Ha tradotto, tra gli altri, i poeti Octavio Paz, Carlos Montemayor, Aurelio Arturo, Juan Gelman, Eduardo Lizalde, Guillermo Fernández, Juan Manuel Roca, Francisco Hernández, César Moro, Tonino Guerra e Aldo Palazzeschi. Ha curato edizioni critiche (Alfonso Varano, Le Visioni sacre, e morali, 2007), atti di convegni (Guido Piovene tra idoli e ragione, 1996; Aproximaciones a Giordano Bruno, 2003) e antologie (Piovene, 1994; Parise, 1996; Favolario illustrato. Scrittori e illustratori per i Villaggi SOS, 2007; Vicenza. Antologia dei grandi scrittori, 2012). Vive e lavora tra Città del Messico e Vicenza, dove ha diretto per anni la rassegna internazionale "dire poesia" (http://direpoesia.wordpress.com).

Patrizia Marcheselli

Patrizia Marcheselli (Cremona 1967) lascia giovanissima l'Italia ed emigra in Messico per continuare i suoi studi. Si laurea al CUT, Centro Universitario de Teatro dell' U.N.A.M (Universidad Nacional Autonoma de Mèxico). Regista, drammaturga, docente di teatro e lingua italiana. Partecipa e collabora a progetti artistici in diversi paesi latinoamericani. Crede nel teatro come strumento di crescita sociale ed individuale. Torna in Italia nel 2004 e riparte nel 2007 per l'Argentina. Nel 2014 organizza una serie di conferenze contro la violenza sulle donne al CUI (Centro Universitario de Idiomas) di Buenos Aires. Dal 2014 collabora con la Società Friulana – La None - di Buenos Aires, la sua seconda casa.

Istituto Italiano di Cultura Buenos Aires

Presenti nelle principali città dei cinque continenti, i 90 Istituti Italiani di Cultura attualmente operativi sono un ideale luogo di incontro e di dialogo per intellettuali, artisti ed altri operatori culturali, ma anche per i semplici cittadini, sia italiani che stranieri, che vogliano instaurare o mantenere un rapporto con il nostro Paese.
Non soltanto come vetrina dell'Italia e fonte di informazioni aggiornate sul "Sistema Paese", ma anche come centro propulsore di iniziative ed attività di cooperazione culturale, l'Istituto Italiano di Cultura diventa punto di riferimento essenziale per le collettività italiane all'estero e per la crescente domanda di cultura italiana che si registra in tutto il mondo.